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Alipay e i sistemi di pagamento per il mercato cinese

Alipay e i sistemi di pagamento per il mercato cinese

Pubblicazione: 14 maggio 2021 • Tempo di lettura: 5 minuti

Oltre 1 miliardo e 400 milioni di abitanti: è questa la popolazione aggiornata alla fine del 2020 della Repubblica Popolare Cinese, che rappresenta quasi il 20% di quella mondiale. Un numero enorme che equivale ad un grande potenziale anche dal punto di vista dei pagamenti, non solo online, soprattutto se si considera che le comunità cinesi nel mondo sono molte, non ultima quella italiana che conta oltre 300mila cittadini cinesi su tutto il territorio.

Secondo i dati pubblicati dal CNNIC (il China Internet Network Information Center è l'agenzia amministrativa responsabile per gli affari di Internet sotto il Ministero dell'Industria e dell'Information Technology della Repubblica Popolare Cinese) a febbraio 2021, in Cina ci sono circa 990 milioni di utenti internet e di questi oltre l’80% acquista online (circa 800 milioni di persone).

Non solo, la digitalizzazione della popolazione cinese ha coinvolto fortemente anche la componente dei pagamenti fisici, infatti a fine 2020 la Cina poteva contare su 852 milioni di mobile payment users che naturalmente utilizzano piattaforme di pagamento digitali non solo sul mercato domestico, ma anche nel resto del mondo.

Volumi dei pagamenti digitali nel mercato cinese

Quanto contribuiscono i volumi dei pagamenti digitali sul totale? Secondo i dati elaborati da Statista, il valore totale delle transazioni nel segmento dei pagamenti digitali a fine 2021 si avvicinerà ai 3 bilioni di dollari (3 milioni di milioni) per superare i 4,2 bilioni nel 2025, facendo registrare un incremento annuo (CAGR) del 9,81%. Solo il digital commerce toccherà 1,6 bilioni di dollari entro la fine dell’anno, contribuendo a confermare la Cina come il Paese con il maggior volume di transazioni a livello globale.

La crescita di volumi della Repubblica Popolare Cinese è spinta in particolare dagli acquisti in store. A conferma di questo trend possiamo analizzare l'ARPU (Average Revenue Per User), ossia i ricavi medi per utente che, sebbene abbiano visto un aumento sia delle revenue medie sull’Ecommerce sia sul canale fisico, hanno subito un rallentamento sul canale online.

Fino al 2019 l’ARPU online ha continuato a crescere ma con una leggera flessione di anno in anno fino al 2020, anno che ha rivisto un’impennata a causa della pandemia. Dal 2021 la crescita tornerà a rallentare almeno fino al 2025. Oggi l’ARPU delle vendite online si aggira intorno ai 1.600 dollari, nel 2024 arriverà intorno ai 1.810 dollari per crescere di soli 5 dollari l’anno successivo.

I ricavi medi per utente nei Punti Vendita invece hanno un andamento lineare, costantemente in crescita e non sono previsti rallentamenti almeno fino al 2025. A fine 2021 il dato sarà di circa 2.300 dollari per utente e si prevede che arrivi a 3.260 dollari entro il 2025.

Numeri che sono destinati a crescere ulteriormente se si confrontano con i dati demografici in Cina. Il 73% dei cinesi infatti ha un’età compresa tra i 18 e 44 anni, la fascia d’età più propensa all'uso di strumenti digitali in genere, e se si considera che la fascia più giovane, compresa tra 18 e 34 anni, corrisponde al 48% della popolazione, è plausibile ipotizzare che la penetrazione di strumenti di pagamento digitali salirà anche negli anni a venire.

Gli strumenti di pagamento digitale in Cina

Il mercato dei pagamenti digitali in Cina è molto frammentato e da questo punto di vista è simile al resto delle aree geografiche nel mondo. Le piattaforme più utilizzate sono tutte riconducibili ad aziende cinesi e buona parte degli incassi avvengono principalmente con Alipay e WeChat Pay che, secondo lo Statista Global Consumer Survey di luglio 2020, sono state utilizzate almeno una volta nei 12 mesi precedenti, rispettivamente dal 97% e dall'87% degli intervistati.

Di seguito le piattaforme di pagamento più utilizzate dalla comunità cinese:

Alipay
Alipay è una piattaforma di pagamento online lanciata nel 2004 in Cina da Alibaba Group, colosso internazionale dell’Ecommerce, da tempo integrabile anche per i pagamenti nei Punti Vendita fisici. La piattaforma è simile ad altri wallet digitali, come Apple Pay o Google Pay, infatti richiede di associare una o più carte per effettuare un pagamento.

Alipay oggi ha 1 miliardo di utenti nel mondo che possono contare su oltre 100 servizi inclusi nell’app, come il credito istantaneo, la rateizzazione sussidiata dal merchant e il cashback. Alipay e l'intero gruppo Alibaba stanno investendo nell'integrazione tra online e offline, offrendo soluzioni new retail, visibili sulle diverse piattaforme di Alibaba (Alipay, Tmall-Taobao, Fliggy, Weibo) che agevolano la vendita di prodotti a distanza o in modalità click&collect.

Dal 2017 Alipay è sbarcata anche in Italia data l’enorme affluenza di turisti cinesi nel nostro Paese. Esistono due integrazioni in-store di Alipay: è possibile generare un codice con il POS che poi deve essere inquadrato dall’acquirente tramite l’app per finalizzare il pagamento, oppure il QR code viene generato dall’app sullo smartphone del cliente e il pagamento si conclude con la scansione da parte del merchant con un lettore di codici a barre installato in negozio.

WeChat Pay
WeChat Pay è il wallet digitale introdotto da WeChat, app cinese di messaggistica nata nel 2011 e di proprietà del colosso Tencent (società che opera in diversi settori, dall’intrattenimento agli smartphone) che oggi può contare su oltre 1 miliardo di utenti. Molto simile agli altri digital wallet disponibili sul mercato, anche l’ecosistema di WeChat offre ai suoi utenti diversi servizi, anche di terze parti grazie al suo marketplace accessibile da altre aziende che possono così sviluppare app dedicate.

Dal 2018 WeChat Pay è disponibile anche in Italia e la user experience, lato merchant e acquirente, è simile a quella della concorrente Alipay. Anche in questo caso infatti il pagamento viene finalizzato inquadrando un QR code, da parte del cliente o dell’esercente a seconda del tipo di integrazione in negozio.

China UnionPay
China UnionPay, anche chiamato semplicemente UnionPay, rientra a pieno titolo nella top 3 dei pagamenti più utilizzati in Cina e dalla comunità cinese nel mondo. A differenza di Alipay e WeChat Pay però non si tratta di un borsellino digitale, China UnionPay infatti è l'unico issuer autorizzato all’emissione di carte di pagamento nella Repubblica Popolare Cinese.

Dal 2002, anno della sua fondazione, UnionPay ha gestito sempre più transazioni arrivando a gestire il 93% dei pagamenti con carta in Cina e il 45% di quelli mondiali.¹ Secondo quanto dichiarato dalla società stessa, a marzo 2021 i merchant in grado di accettare carte UnionPay erano 55 milioni in 180 nazioni, coprendo il 90% del mercato Asia-Pacifico e il 70% in Europa e nord America.

La presenza di UnionPay in Italia è sempre più capillare, a confermarlo la Camera di Commercio Italo Cinese, secondo la quale a gennaio del 2021 il circuito era presente presso oltre l'85% degli esercizi commerciali italiani e, per il prelievo di contanti, su più dell'80% degli ATM.

Le piattaforme appena descritte sono molto utilizzate da tutta la popolazione cinese a livello globale. Dunque non sono da considerarsi strumenti utili solo per chi si rivolge ad un pubblico online che risiede in Cina ma anche per chi svolge la propria attività in località turistiche, inoltre non va sottovalutato che queste applicazioni sono usate anche dalle comunità cinesi in Italia, molto presenti su tutto il territorio nazionale.

I costi dei sistemi di pagamento alternativi cinesi

I costi di questi strumenti possono variare a seconda dell’operatore e in base al tipo di integrazione nel Punto Vendita, che può prevedere l’installazione e l’integrazione di lettori di QR code in grado di finalizzare i pagamenti, almeno nei casi di Alipay e WeChat Pay. Al netto dei costi fissi, che potrebbero non essere applicati a seconda dell’offerta, sono previste delle commissioni sul pagamento che sono tipicamente percentuali, ma possono prevedere anche una quota fissa su ogni pagamento.

È bene tenere conto poi degli eventuali tempi di accredito, che possono variare rispetto a strumenti tradizionali, e comportare tempistiche più lunghe per avere la disponibilità dei proventi delle vendite. Sebbene non si tratti di costi, questi tempi possono essere un fattore importante in fase di scelta della piattaforma di pagamento.

Axerve, integra i pagamenti appena descritti, sia sui POS sia sul gateway Axerve Ecommerce Solutions. Se vuoi approfondire tutti i pagamenti disponibili con l’offerta di Axerve, puoi visitare la pagina dedicata ai metodi di pagamento.

Fonti
1

Global Payment Cards Data and Forecasts to 2025 | RBR Research

TagPagamenti digitaliMetodi di pagamento

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