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Limiti dei pagamenti in contanti nel 2021

Limiti dei pagamenti in contanti nel 2021

Pubblicazione: 24 marzo 2021 • Tempo di lettura: 5 minuti

Sono passati vent'anni da quando il governo italiano in carica emanò il primo Decreto Legge con lo scopo di identificare un limite ai pagamenti in contanti. Dal 1991 ad oggi, molti dei governi che si sono succeduti hanno riaffrontato il tema, rivedendo al rialzo o al ribasso gli importi sanzionabili:

Anno Importo Normativa

  • 1991    10.329* € (D.L. n. 143/1991)
  • 2002   12.500 € (D.M. 17/10/2002)
  • 2007   5.000 € (D.L. n. 231/2007)
  • 2008   12.500 € (D.L. n. 112/2008)
  • 2010    5.000 € (D.L. n. 78/2010)
  • 2011    2.500 € (D.L. n.138/2011)
  • 2011    1.000 € (D.L. n. 201/2011)
  • 2016    3.000 € (Legge n. 208/2015)
  • 2020   2.000 € (D.L. n. 124/2019)
  • 2022   1.000 € (D.L. n. 124/2019)
    *Corrispondente a 20.000.000 di Lire

Come evidenziato in tabella, oggi il limite è di 2.000 € e sarà di 1.000 € a partire da gennaio 2022 ma, nonostante le iniziative e le regolamentazioni sempre più stringenti, il valore del contante in circolazione in Italia è aumentato di circa il 63% dal 2008 alla fine del 2019, raggiungendo i 208,4 miliardi di euro. Sebbene la crescita abbia subito un rallentamento di quasi tre punti percentuali rispetto al 2018 (dal +4% siamo passati al +1,3%), in rapporto al PIL l’aumento è stato costante negli ultimi due anni (11,8% del PIL).¹

Iniziative per ridurre l’uso dei contanti

Ad affiancare i limiti all'utilizzo del contante, ci sono state negli anni iniziative governative per incentivare l’uso di pagamenti elettronici. Gli interventi più recenti e probabilmente più sostanziali sono legati alla Legge di Bilancio 2020 le cui attività sono ancora in corso o verranno attuate entro il 2022. Pensiamo ad esempio a:

  • Credito d’imposta del 30% sui costi legati ai pagamenti elettronici (già previsto dall'art. 22 del D. L. 124/2019).
  • Riduzione del limite del pagamento in contanti da 3.000 a 2.000 euro a luglio del 2020 e a 1.000 euro con decorrenza 1 gennaio 2022.
  • Cashback e Super-cahsback del 10% ai consumatori sulle spese effettuate con strumenti elettronici con bonus fino a 3.000 €, esclusi gli acquisti online.
  • “Lotteria degli scontrini” che mette in palio fino a 5 milioni di euro per chi acquista e 1 milione di euro per l’esercente, sempre nel caso di pagamenti cashless.

A queste iniziative si aggiunge poi l’entrata in vigore dell’obbligo di adottare il POS, la cui normativa, dal 2012 ad oggi, ha visto diverse evoluzioni che ne hanno reso l’adozione sempre più urgente, sebbene le più volte promesse sanzioni in caso di mancato rispetto della disposizione siano sempre state rimandate.

Il contesto legislativo e gli incentivi statali sono elementi che contribuiscono a favorire l’uso di pagamenti alternativi con l’obiettivo di diminuire le economie sommerse, sappiamo che la criminalità giova di questa forma di pagamento, e ridurre i costi non solo economici del contante.

I costi del contante in Italia

Un’indagine pubblicata da Banca d’Italia a marzo 2020, mostra un quadro completo sui costi del contante in Italia.² Sebbene i costi medi unitari identificati nella ricerca evidenzino il minor costo del contante (0,35 €) rispetto a quello delle carte di debito (0,60 €) e di credito (1,58 €), il denaro resta lo strumento di pagamento più oneroso in rapporto al valore delle transazioni e si contraddistingue per il costo più elevato per abitante, con addirittura 122,53 € all'anno (133 € nel 2009), rispetto ai 18,09 € delle carte di debito in seconda posizione, con una riduzione di circa il 9% rispetto al 2009.

Come riportato dal documento di Banca d’Italia, il costo totale annuo del numerario è di oltre 7 miliardi di euro (7,44 miliardi di €), di questi i costi sostenuti dagli esercenti sono pari a 3,8 miliardi di euro. Di fatto, i commercianti sostengono oltre il 50% dei costi di gestione del contante, e circa il 55% di tutto il sistema pagamenti in Italia.

I costi dell’offerta di servizi di pagamento generano un risparmio di risorse di circa 500 milioni, per effetto della sostituzione del contante e, più in generale, dei miglioramenti di efficienza realizzati nei processi aziendali e nei canali distributivi.

Le soluzioni per digitalizzare il contante

Le iniziative per ridurre il contante, come abbiamo visto, non mancano e stanno contribuendo al raggiungimento degli obiettivi prefissati da governi e grandi aziende, principali promotori del passaggio a soluzioni digitali, soprattutto nelle economie più digitalizzate, anche se più lentamente di quanto auspicato.

Un contributo importante alla creazione di strumenti utili a questo scopo lo ha dato l’innovazione tecnologica che ha permesso di sviluppare piattaforme ibride, digitali e “fisiche”, in grado di gestire il processo di gestione del contante nei punti vendita con processi senza soluzione di continuità che richiedono sempre meno interventi da parte dell’esercente che delega totalmente la gestione del cash.

Si tratta dell’evoluzione di una serie di servizi che esistono da tempo e che riguardano tutta la filiera interessata dalla gestione del contante. Ci riferiamo nello specifico a casseforti intelligenti – anche chiamate smart safe o cashin – che, una volta installate nel Punto Vendita, non si limitano a contenere le somme di denaro in attesa del prelievo e del conseguente versamento sul conto corrente dell’esercente ma, grazie all'integrazione di piattaforme digitali, riescono a gestire i flussi di denaro fino all'accredito sul conto corrente.

Il tema del contante, soprattutto in Italia, è centrale non solo per le politiche economiche del nostro Paese ma anche in un contesto globale in cui la digitalizzazione sta accelerando anche i processi di pagamento. Anche per questi motivi, abbiamo approfondito ulteriormente i temi affrontati in questo post nel whitepaper “Uso del contante: siamo prossimi a un mondo cashless?, scaricabile gratuitamente dal nostro sito.

Axerve produce questo contenuto senza pretesa di completezza né di attualità delle informazioni riportate. Questo articolo ha il solo scopo di fornire indicazioni utili sul tema trattato e non è da considerarsi guida esaustiva quanto piuttosto un vademecum. Se vuoi segnalarci una correzione contattaci attraverso i nostri social network.
Fonti
1

Verso la Cashless Revolution: i progressi dell’Italia e cosa resta da fare | The European House Ambrosetti S.p.A.

2

Il costo sociale degli strumenti di pagamento in Italia | Banca d’Italia.

TagMetodi di pagamento

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